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Rilassarsi alla darsena di Cattolica

Sulle mappe è segnata come una normalissima darsena, ma negli anni è diventata il punto più romantico della città di: la darsena di Cattolica è un luogo ancorato tra mare e spiaggia dal quale si ammira un panorama scenografico dall’alba al tramonto. Il pontile in legno che conquista una bella fetta d’acqua, è uno dei luoghi più amati dai fotografi, dai turisti e dalle stesse persone che vivono nell’ultima città della Romagna. Qui c’è chi ha deciso di avanzare proposte di matrimonio in ginocchio davanti alla propria fidanzata, incoraggiato dall’atmosfera che si crea all’ora del tramonto, con i raggi rossi del sole che avvolgono tutta la costa. C’è chi s’è seduto su di una panchina è s’è messo a dipingere tutto quello splendore che se n’è sta fermo lì ad aspettare la sera. C’è chi ogni pomeriggio, dopo il lavoro, appoggia i gomiti sul legno del pontile e si rilassa osservando tutto ciò che accade intorno – che poi è qualcosa che ha incredibilmente a che fare con una certa calma, serenità. Ci sono persone che attraversano a piedi la darsena e si fermano ogni volta sbalordite in questo luogo mite e nostalgico. È un posto magico in cui può accadere di tutto perché non è mai accaduto nulla, se non una serie lunghissima di albe e tramonti, tramonti e albe, e stelle, e speranze, e onde che vanno e vengono. Non a caso, la piazza da cui inizia il pontile, si chiama Piazza del Tramonto.

Segnatevi dunque tra le 101 cose da fare a Cattolica: passeggiata sul pontile della nuova darsena. In coppia, con gli amici o anche da soli – c’è chi ci porta a spasso il cane, chi fa jogging, chi legge, chi semplicemente si concede una pausa relax, quasi fosse alla ricerca di uno particolare metodo per frenare lo scorrere del tempo. Bastano pochi minuti per capire tutto questo. Pochi per davvero. Poi probabilmente diventeranno un po’ di più.

Dove: Darsena di Cattolica.
Quando: meglio al tramonto, o all’alba.
Curiosità: nella Piazza del Tramonto appare una dedicata a Gian Franco Micucci, ex sindaco di Cattolica che ha investito enormemente sulla realizzazione della darsena e di molte altre aree della città.

Credits: le fotografie appartengono all’archivio fotografico dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Rimini.

 

Farsi raccontare storie dai lupi di mare

La spiaggia non è fatta di solo relax e divertimento. Non è soltanto sabbia e acqua, ombrelloni, bocce e piste per le biglie. C’è molto di più nascosto in cose apparentemente banali, ci sono storie celate dietro al velo trasparente della quotidianità che meritano di essere raccontate, cercate, confrontate e forse persino dimenticate. Sono storie affascinanti proprio perché sanno nascondersi bene. La spiaggia ne è piena. La gente che ci vive ne è piena. Si dice sempre che i lupi di mare, quelli che hanno vissuto tutta la vita a galla, possano raccontare di mostri marini e avventure di ogni tipo, racconti che ogni tanto sono persino veri.

I lupi di mare si distinguono per razza: la più famosa è quella dei marinai, ma alla stessa specie appartengono anche i bagnini, quelli che si alzano alle 5 del mattino, ogni mattino d’estate, e con un fare poetico anticipano il sole quando scendono in spiaggia e aprono la porta della loro cabina. Alle sei e mezza iniziano la passeggiata tra gli ombrelloni, li aprono tutti, talvolta aiutati dai loro ragazzi, soprattutto nel raccogliere cicche e cartacce sulla sabbia, perché i lupi di mare non ci vedono mai troppo bene, con il sole in faccia e i riflessi sull’acqua tutto il giorno dritti dritti contro agli occhi. Sono lupi di mare che tengono i piedi sempre sulla sabbia, ma quando salgono sul loro moscone per andare a slegare i pedalò dalle boe, a un cinquantina di metri dalla riva, con poche bracciate impongono una impetuosa padronanza sull’acqua. Poi prendono il caffè, il secondo, e si siedono sulla loro sedia, dove dietro c’è scritto – sempre – bagnino, quasi ad indicare un invalicabile ordine gerarchico. C’è il capitano della nave e c’è anche il capitano della spiaggia, appunto. Tutta la vita con i piedi nella sabbia e il sole contro gli occhi, la salsedine nel naso e le chiacchiere della gente che viene da ogni spigolo del mondo.


Un’altra razza appartenente alla famiglia dei lupi di mare è quella dei gelatai ambulanti. Sono quasi tutti bassi e tarchiati, con la loro pancia sempre bella in vista e la canottiera bianchissima e il cappellino in testa. Loro si alzano un po’ più tardi dei bagnini, ma al contrario di questi ultimi non si siedono mai. Al mattino riempiono il loro freezer mobile e lo spingono su tutte le passerelle delle spiagge della città. Su e giù, avanti e indietro, tutto il santo giorno sotto il sole cocente. Spingono il loro carretto e gridano claim pubblicitari che fanno ridere mamme e bambini, che sono i più grandi divoratori di ghiaccioli e cornetti. Claim pubblicitari come “Mammine con un bel culetto venite a mangiare un cornetto”, “Chi lecca non invecchia”, “è arrivato Renato col gelato esagerato”, “Il cono di Giorgino fa allungare il pistolino”, “Gelati e caramelle solo per bimbe e mamme belle”. Cose del genere.

Sono questi personaggi qui, quelli che il mare e la sabbia lo hanno vissuto e attraversato per davvero, quelli che hanno costruito l’impero del turismo riminese, sono questi lupi di mare, o lupi da spiaggia, se preferite, che nascondono nella mente, nel cuore e nell’anima le storie di tutta una vita trascorsa con i piedi sulla sabbia a parlare con gente di ogni dove. Loro hanno davvero visto il cambio di generazioni, di tempi, di tecnologie e di mode e tormentoni che oggi sembrano pagine ingiallite di vecchi quotidiani. Quindi se avete voglia – e pazienza – di ascoltare una loro storia, chiedetegli di raccontarvene una, ne hanno così tante strette al cuore, saranno felici di raccontarle, e ve ne andrete con un pensiero nuovo, tutt’altro che profondo, che descrive la vita da spiaggia in modo completamente differente da quello che viene descritto sulle cartoline e sui comuni portali turistici.

“Farsi raccontare storie dai lupi di mare”

Credits: le fotografie appartengono all’archivio fotografico dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Rimini.

La Storia del SIC, una galleria a Coriano.

Finalmente ci siamo: sabato 8 dicembre si inaugura a Coriano la galleria dedicata a Marco Simoncelli. Un vero e proprio museo all’interno del Palazzo della Cultura che prende il nome “La Storia del Sic”, fortemente voluto dagli abitanti del piccolo paese romagnolo e realizzato grazie al contributo della Famiglia Simoncelli, dell’Amministrazione Comunale e dei più cari amici di Marco. Aldo Drudi, designer di molti piloti del motomondiale – tra cui ovviamente Simoncelli, Valentino Rossi e tanti altri – si è occupato degli allestimenti di tutte le sale, diverse per tema, particolarità e cimeli: sono esposte le moto del campione di Coriano, i caschi, i trofei, le caratelle, tantissime fotografie inedite (donate dai grandi fotografi che seguono il motomondiale) e tante altre preziose sorprese che tengono vivo il ricordo e il contatto con l’indimenticabile numero 58.

L’inaugurazione è prevista per sabato mattina alle 11:30, e si attendono molti nomi noti sia tra i piloti che tra i giornalisti. Non mancheranno ovviamente Guido Meda e Paolo Beltramo che terranno viva l’informazione e la memoria di uno dei campioni più amati di sempre. È questa un’occasione per trovare in un contesto speciale il libro Il Nostro SIC.

Dove: a Coriano in Via Garibaldi 127.
Quando: sabato 8 dicembre.
Ora: 11:30.
Info: fondazione Marco SimoncelliSito di Marco Simoncelli – Pagina Facebook “La storia del Sic

Fare una fotografia tra le fontane di Cattolica

Dal momento che ad ottobre l’Acquario di Cattolica festeggia Halloween ogni week end, non perdete l’occasione per soffermarvi a scattare qualche foto in piazza 1° Maggio. Questa è una delle immagini più significative di Cattolica, la Regina dell’Adriatico. Collega Viale Bovio, una delle vie dello shopping cattolichino, con il mare, ed è luogo di incontro e palco di molte importanti manifestazioni cittadine. Questa piazza, che vanta al centro la fontana con le sirene, presente in quasi tutte le cartoline di Cattolica, è circondata da una lunga serie di fontane nelle quali ogni estate milioni di persone di ogni dove si inventano le posizioni più strane per farsi scattare fotografie dalla posa piuttosto creativa. Niente a che vedere con Piazza di Spagna a Roma, qui no si lanciano monetine e non si fanno promesse d’amore. Ma una volta che ci si capita, viene naturale, mettersi in posa, magari con la testa sotto i getti d’acqua, o a cavallo delle tartarughe di pietra, e farsi fotografare, almeno un centinaio di volte. Ecco dunque che fare una fotografia tra le fontane di Cattolica diventa una delle 101 cose da fare, almeno una volta nella vita, a Rimini e dintorni.

Credits: le fotografie appartengono all’archivio fotografico dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Rimini.

Scatti, istantanee, fotografie: SI Fest.

Succede a Savignano sul Rubicone, questo week end, da venerdì 14 a domenica 16 settembre: Savignano Immagini è un percorso artistico nei linguaggi della fotografia. Come riportato sul sito del SI Fest, il progetto rappresenta la volontà di costruire un’identità intorno alla fotografia che da 19 anni si ritrova e si riconosce nei luoghi e nei tempi della città. L’evento si articola in ogni spigolo del Comune, con mostre fotografiche di artisti di tutta Italia incastonate nelle piazze, nei bar, nei locali, nelle strade, un po’ ovunque insomma, riempiendo la città di Savignano sul Rubicone di scatti, immagini, momenti unici. Si trovano anche set aperti al pubblico in cui ognuno può scattare o mettersi in posa, workshop per principianti e professionisti, stand e mostre dei principali marchi del mondo fotografico. Ovviamente un appuntamento da non perdere per gli amanti dell’arte visiva, una delle 101 cose da fare a Rimini e dintorni almeno una volta nella vita.

Viene in mente una bellissima frase di Stefano Benni, tratta dal romanzo “La Traccia dell’Angelo”: Le foto durano sempre più di noi, buffa cosa chiamarla istantanee.

101 Piazze

La Romagna è bellissima. Ad ogni stazione
di posta c’è una bella città, ben costruita,
ben disegnata; e tutte hanno una bella piazza,
perché, nella maggior parte, furono fondate
dai Romani, i quali (come dice Vitruvio), quando
costruivano una città, pensavano per prima cosa
a fare una piazza, luogo principale in cui
ci si doveva riunire.

(Charles Louis de Montesquieu, Viaggio in Italia, 1728-1731)

Ed è proprio così, 101 Piazze da Cattolica a Novafeltria, da Rimini a Mondaino, sorgono piazze bellissime nei centri storici, che diventano così luoghi di ritrovo per gente di ogni età. Ecco una lista di fotografie appartenenti all’archivio fotografico dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Rimini. Se avete immagini e/o disegni di qualsiasi piazza delle città riminesi potete inviarcele via mail o sulle nostre pagine social Facebook e Twitter.

Una mostra fotografica dai Sottili Confini

Mercoledì 18 luglio Gianluca Alessandrini, fotografo e designer, presenta a Riccione, presso il bar Pier Café, una mostra fotografica che racconta in scatti, immagini e sensazioni i suoi due viaggi in Nepal e India. Sottili Confini serve sia a raccontare due territori così lontani dal nostro paese, che a raccogliere fondi per ristrutturare una Lambretta degli anni ’60 che correrà in Tanzania, al fine di portare aiuti concreti alle popolazioni africane e di attirare l’attenzione mediatica su realtà distanti dalla nostra, distanti, più o meno, un sottile confine.

L’iniziativa è nata dopo la departita di molti sponsor che hanno preferito fare un passo indietro quando è stato il momento di aiutare chi ha bisogno. Ecco perché nasce Confini Sottili, le cui opere saranno messe in vendita in vari formati; partecipare alla mostra è un’occasione unica per portare a casa un pezzo di mondo, uno spicchio d’arte fotografica, e un’immagine di un posto lontano appena un confine, sottile.

Sottili Confini è anche un’anteprima internazionalmente romagnola, nella quale si scopriranno anche le prime anticipazioni della linea Cìnvurnii?, t-shirt e merchandise fatti in Romagna.

Orario inizio mostra: 19.30
Bar Pier Café, Piazza del Mercato, Riccione, zona Riccione Paese.
Info: 0541 609587 – info@gianlucaalessandrini.it

L’alba vista dalla spiaggia di Cattolica

Riccardo Bertozzi ci segnala un articolo sul blog dell’Hotel Negresco in cui appaiono delle emozionanti fotografie scattate all’alba, a Cattolica, che raccontano più di mille altre parole la meraviglia di scoprire i colori del crepuscolo sul mare. Ringraziamo di cuore Christin Muhri per gli scatti e Riccardo per la segnalazione. E invitiamo tutti voi, fotografi e non, ad inviarci i vostri scatti, illustrazioni o qualsiasi cosa inerente all’alba vista dalle spiagge romagnole. Pubblicheremo le migliori rappresentazioni qui su 101cosedafare con il vostro nome e il link al vostro sito/blog.

Potete scriverci e inviarci il materiale via email, oppure contattandoci su Facebook e Twitter (con l’hashtag #101cdf).