Una sera a Lugo di Romagna

È la mia prima sera a Lugo e forse sarà anche l’ultima.
Devo riposare così prendo una camere dal primo affittacamere che trovo.. libero.
La signora che mi accoglie al B&B Il Cortile è inusuale ma al tempo stesso sembra proprio la raffigurazione della voce che avevo sentito al telefono, piccola e misteriosa.
Non so se la casa sia sua o del marito o compagno, comunque lei mi accoglie in modo gentile.
È meglio di come me l’aspettavo, accogliente e pulita, proprio come le foto sul sito che avevo visto.IMG_20150217_192655
Decido che una sola notte a Lugo non debba essere passata in camera anche se è passato tanto tempo dall’ultima volta che ho dormito in giro.
Una volta non avrei mai speso quei soldi per dormire su un letto ma penso oggi ne valga la pena.
La signora mi chiede che colazione voglio e mi spiazza, non so cosa rispondere, vorrei un tavolo imbandito per abbuffarmi o non scegliere nulla. Chiedo cappuccino, che non bevo mai, solamente perché credo che il caffè valga di meno ed il suo espresso faccia schifo come la maggior parte del caffè fatto in casa, ed una brioche. Poi mi correggo, per evitare una colica mattutina chiedo di sostituirlo con del succo di frutta, e lei mi propone una bella spremuta, quella si che vale perché ha del lavoro vero per essere fatta, così le chiedo l’aggiunta d un limone, uno dei pochi vizzi che mi concedo ultimamente.
Mentre studio la camera mi inizio a spogliare e mi faccio una delle docce più belle degli ultimi mesi, calda bollente come solamente mia moglie sa fare e lunga come mio fratello e mio cognato si fanno tutti i giorni. Per loro è normale ma per me è speciale. Rimango sotto l’acqua finché non sono abbondantemente oltre quello che mi sembra lecito. Quando mi sembra di avere veramente esagerato esco e giro nudo anche se le vetrate danno proprio sul Cortile.
Mi asciugo i capelli ed esco con gli stessi vestiti con cui ho dormito ieri dove capitava, ma a me sembra di essere perfetto.
I capelli senza shampoo e senza gel sono morbidi e spigolosi come il mio carattere. Esco.
Ho scelto due locali trovati sul mio Nexus per vicinanza e stile. Completamente diversi ma entrambi nella media, un’enoteca ed una birreria.
Prima mi dirigo verso l’Enò, perchè ho visto che fanno un aperitivo particolare. Arrivo al centro di Lugo e ne apprezzo i palazzi storici, le vie diritte ed i chiaro scuri del poco restaurato e molto antico, finché non arrivo nella piazza principale, deserta a parte due extra com che parlano una lingua a me sconosciuta, sconosciuta come i palazzi, chiese e castelli che mi circondano. Giro l’angolo ed arrivo in piazza dove mi trovo di fronte l’obelisco del Baracca, rimango qualche secondo estasiato e mi chiedo come possa una cosa del genere stare su, ma poi mi chiedo chi l’ha disegnata e realizzata e poco dopo tutti questi pensieri passano e rimane l’ammirazione per un’opera così monumentale, lineare e maestosa.IMG_20150217_201822
Da un bar dinnanzi vengono delle voci che quasi mi distraggono dai miei obiettivi principali. Ma dopo un analisi veloce della situazione mi dirigo verso l’Enò.
Arrivo ad una bella osteria in equilibrio tra tradizionale e moderno, dopo qualche secondo di titubanza entro e vedo tanti tavoli perlopiù vuoti, mi avvicino al bancone e mi accomodo lì, dove mi sento più a mio agio. Inizio chiedendo un Sangiovese, non sapendo ancora se mangiare lì o fare solo un aperitivo.
Inizio a chiacchierare con il gestore affabile e indigeno che mi parla del suo lavoro e del lavoro precedente, ci troviamo a condividere le stesse passioni e lo stesso settore e mi descrive come rafforza la sua attività di oste inventandosi percorsi di comunicazione creativi. Se indovini il vino proposto vinci la serata, ma ancora nessuno ha vinto da 2 anni.
Passo del buon tempo con Alberto che mi racconta della sua vita e della sua osteria e mi stuzzica con scelte di vini e salumi, finché non cedo alle sue tentazioni chiedendogli qualcosa da mangiare e lui mi chiede se preferisco salumi o prelibatezze. Scelgo per le seconde sapendo che non mi pentirò mai di questa scelta. Mi porta un tagliere di prosciutto artigianale, petto d’oca affettato e speck d’anatra, naturalmente accompagnato da piadina romagnola e da un nuovo vino siciliano simile al Nero D’Avola per profumazione ma molto più minerale per la vicinanza delle vigne all’Etna.IMG_20150217_211627
Proseguo chiacchiere e degustazione finché non scelgo di passare al secondo locale.
Il Red Rooster è veramente tutto rosso e poco distante dal primo.
È un pub, anzi una birreria seria, e poi capirai perché. Quando entro tutto mi risulta più chiaro dal birraio, con una camicia a quadrettoni verde in flanella e la sua signora che mi accoglie alla cassa. Preso alla sprovvista chiedo una chiara media e mi rispondono come se avessi bestemmiato in chiesa. “Non l’abbiamo, se vuoi ti faccio sentire una Golden Ale” e quando dice sentire intende che prende un bicchiere da digestivo e ci versa un po’ di quel giovane e biondo liquido, per farmelo degustare. È una birra di Lambrate, una birreria storica ed il gusto è deciso per una golden, leggermente amarognolo ma veramente buona, confermo la mia media e pago.
La spillatura è un rito, mi perdo nei particolari della pulizia del bicchiere, raffreddamento e preparazione prima che versi la birra. Quando mi viene servita la mia Ortiga media mi sembra la prima volta che bevo una birra e mi gusto fino in fondo il primo sorso. A fianco mi trovo un vecchio abitué che avevo affiancato poc’anzi all’Osteria. Lui attacca subito bottone e racconta dei gruppi che hanno suonato al Piper di Roma, l’oste senza scomporsi apre subito Google dal suo telefono per pesare la portata della sparata de cliente.
Dopo aver accertato tutto continua la serata. L’oste e la moglie hanno un ritmo coordinato e complementare che segue l’ingresso frequente dei giovani clienti. Si affiancano e rimpiazzano in modo regolare. La signora prepara ancora i cocktails con il misurino come vuole la vecchia scuola e riconosco immediatamente un black russian con gin e kahlua.
Dopo qualche pezzo dei Doors intervallato da Mr Robinson di Simon and Garfunkel finisco al mia birra e nella contemplazione di questo moderno cow boy romagnolo mi appresto ad uscire per fare due passi, prima di salutare Lugo di Romagna ed infilarmi sotto le coperte.

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