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La vera piadina romagnola è quella fatta a mano

“La vera piadina romagnola è fatta a mano dalle nostre signore”
Con questa frase vogliamo dire la nostra sulla bocciata dal Tar del marchio IGP per il prodotto tipico romagnolo, la piadina, ai produttori industriali.
Con questa sentenza si vieta di equipara la produzione industriale a quella tradizionale. Per assurdo la piadina romagnola viene protetta da imitazioni comunitarie, ma si include solo il prodotto fresco dei ristoranti e dei chioschi, fatto al momento, e si esclude quello industriale e venduto al supermercato, con scadenze anche a lunga conservazione.
Secondo noi è una forzatura, infatti in questo modo si tutela da una parte il piccolo produttore ma si permette di produrre piadina in tutto il mondo, allo stesso modo, senza distinguere una produzione locale, di Riccione e Rimini con una fatta in Cina.

Ricetta Piadina Romagnola
Foto offerta da Acquafarina, vende Piadina Romagnola online

Come cita Wikipedia:
Il termine indicazione geografica protetta, acronimo IGP, indica un marchio di origine che viene attribuito dall’Unione europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata.
Quindi secondo lo staff di 101 Cose da Fare la vera Piadina Romagnola è quella prodotto nella zona geografica della Romagna.
Della stessa opinione è la Confesercenti di Ravenna che ha iniziato una battaglia per annullare la sentenza sulla vera piadina romagnola, vedi l’articolo.

Aspettiamo di sapere come si evolverà l’accesa questione sulla Vera Piadina Romagnola, ma voi nel frattempo continuate a gustarla in ogni sua forma, a patto che sia Fatta in Romagna.

Link utili:
Piadina per Ristorazione

Scoprire le eccellenze on the road: Rimini Street Food 2013

“Nasce la prima guida ai cibi di strada di Rimini. Un viaggio che racconta la cultura di un territorio attraverso l’autenticità delle persone e delle loro storie. Un’occasione per scoprire luoghi non conosciuti dai turisti ma dal grande fascino. Percorsi alternativi da fare in moto con una mappa che segnala i tanti artigiani che in questa terra lavorano creando nelle loro botteghe prodotti di eccellenza. Piada, frutta, porchetta, musica rock e motociclette: passioni da scoprire e vivere.”

Rimini Street Food 2013

Difficile descrivere meglio di così il progetto Rimini Street Food, la cui guida cartacea è in tutte le edicole anche quest’anno con il numero di maggio di Rolling Stone Magazine La creatività e l’utilità di questo progetto incredibilmente non convenzionale, permettono di scoprire luoghi troppo spesso in ombra del territorio riminese. Con le solite guide o le classiche ricerche sul web si finisce sempre per scoprire ristoranti di ogni genere, scavalcando a piedi pari i chioschi che hanno fatto e continuano a fare la storia della capitale del divertimento estivo. Per scoprire i veri sapori di questa terra, ascoltare i dialetti, scoprire le manie, le particolarità di persone che per tutta la vita hanno steso e scaldato piade sulle piastre dei loro camper, insomma per assaggiare quanto di più vero si incontri per le strade, si per le strade – la vita passa proprio da qui – è necessario frequentare più di una volta uno dei luoghi indicati sulla mappa di Rimini Street Food. Ovviamente non solo uno. Ogni anno eserciti di riminesi cercano il “piadarolo migliore” tra i tantissimi presenti, e scoprono mille altre fantasie che esulano dal classico prodotto romagnolo, come frullati, composizioni più o meno variegate di frutta, hamburger dal sapore di asfalto – si, ci sono anche quelli -, hot dog all’americana, cassoni, pizzette, panini e ogni cosa si possa preparare in pochi minuti, dolce o salata che sia.

Rimini Street Food rende giustizia alla gente di ogni giorno, quella che lavora sul ciglio della strada, quella che s’è creata una combriccola, un certo prestigio, quella che vive e anima la città di Rimini.
Quindi, fate vostra la guida cartacea e tenetela a portata di mano – nel cruscotto dell’auto, nel porta documenti della moto, insomma dove volete -, tenete d’occhio lo store del vostro smartphone in  attesa della guida digitale, e cominciate a scoprire le eccellenze on the road di Rimini.


Le cose da fare…quando piove. Parte 3.

PIÒVA – pioggia. L’è na piàva ch’l’an fa paura; e’ véin na piòva ch’a s’afughèm.

Questo è quello che riporta il “Dizionario Romagnolo (ragionato)” di Gianni Quondamatteo. Calza a pennello per questi primi giorni piovosi di settembre. Quindi, dopo i suggerimenti sulle cose da fare a Rimini e dintorni quando piove, e anche sulla seconda parte dell’articolo, ecco altri consigli su posti e locali da (ri)scoprire nei giorni di tempo brutto.

Una visita al Tempio Malatestiano, a Rimini: tra la Stazione di Rimini e Piazza dei Martiri spicca quest’opera monumentale costruita tra il 1450 e il 1460, anche se i lavori effettivamente non finirono mai a casa della decadenza della famiglia Malatesta. Proprio qui vi si trova il sepolcro di Sigismondo Malatesta – a destra dell’ingresso – e una quantità di ricchezze architettoniche di inestimabile valore: finestre gotiche, balaustre di marmo, un’infinità di statue e bassorilievi realizzati da artisti di prestigio – basti pensare che Leon Battista Alberti fu il coordinatore dei lavori di ogni opera. Troviamo un prezioso capolavoro di Piero Della Francesca nella prima cappella, proprio nella cella delle reliquie; un altro capolavoro lo si scopre nella cappella dei Pianeti, realizzata da Agostino di Duccio, e anche nella cappella di Isotta degli Atti, terza moglie di Sigismondo. Tra i memorabili bassorilievi e tanti altri gioielli artistici, spicca la Croce di Giotto, dalla forma particolare e caratteristica, è una delle opere più importanti collocate a Rimini e un prezioso esempio del patrimonio culturale romagnolo.

Andare a mangiare una piadina fatta in casa a Santarcangelo di Romagna: quello di Santarcangelo è uno dei Comuni più deliziosi dell’entroterra romagnolo, delizioso perché ricco di enoteche e ristorantini dai sapori ricercati e anche perché qui si trovano ancora le donne di casa, quelle che fanno la sfoglia a mano e, in particolare, la piadina. I portici, la fontanella del centro, le piccole strade che s’intrecciano tra le mura del centro storico rendono questo Comune un piccolo gioiello in cui in qualsiasi momento dell’anno è bello rifugiarsi, magari nelle giornate uggiose. Si scoprono così altri negozi, di antiquariato, di strumenti musicali e abbigliamento, bar e vetrine antiche.

Quattro passi nel centro di Cattolica: ombrello aperto e attenzione al portafoglio, perché i tanti negozi, di abbigliamento, gioielli e design che si trovano nelle vie dello shopping di Cattolica sono una folle tentazione. Precisamente, in Via Mancini, Viale Bovio e I si scoprono le vetrine più ricercate sia dai cattolichini che dai turisti. Il tour comincia ovviamente dal Comune di Cattolica, dal quale ci si sposta prima verso la Pasticceria Staccoli per un breve step brioches e caffè. Dal momento che i dolci sono tutti fatti in casa, e buonissimi, questo step iniziale potrebbe durare un po’ più del previsto. Quando lo stomaco sarà pieno bisogna incalzare Viale Mancini in direzione mare, a Est per i più pignoli. Ecco dunque che si scoprono i primi negozi, tra i quali non può mancare una tappa al Calamaio – irresistibile per bambini, teenager e anche per i grandi, quelli mai troppo seri e rigidi -. I negozi privati di abbigliamento scorrono uno dopo l’altro, ognuno con il suo stile, il suo gusto e il suo design. Alla seconda pasticceria che incontrate, Adler, potete approfittare per un gelato – buonissimo – o una crep – favolosa, prima di prendere Viale Bovio. Qui altre vetrine, altre occasioni e altri momenti di moda, classica e moderna. Questo è il viale principale della città, luogo d’incontro, di innamoramenti, litigi e incontri, qui batte il cuore di questa piccola città. Cercate di non spelare subito la carta di credito perché proprio da Viale Bovio si può intraprendere Viale Matteotti, un’altra strada di vetrine e negozi di ogni genere. Lungo il percorso, oltre le due pasticcerie appena menzionate, incontrerete altri bar, enoteche, pub e ristoranti, tutti deliziosi. Quindi siete avvisati. Anche se il centro di Cattolica è effettivamente di dimensioni ridotte, bisogna andarci sempre con la massima cautela, nel portafoglio e nello stomaco.

Le fotografie appartengono all’archivio fotografico dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Rimini.

Quattro pieghe a Tavullia

Prima che Valentino Rossi diventasse Valentino Rossi, il Comune di Tavullia era un tranquillo paesino in collina, incastonato tra Gradara, San Giovanni e Pesaro. Nient’altro. C’erano gli anziani seduti sulle panchine dei marciapiedi, quelli che passano le giornate a rievocare la propria vita gettando briciole di pane agli uccellini. C’erano i ragazzini che si lanciavano con biciclette e motorini giù per la strada principale della città. C’era la vita di tutti i giorni che scorreva nello stesso identico modo da tutto il tempo di una vita. E sarebbe andato avanti così per anni, se tra quei ragazzini non ce ne fosse stato uno che le curve le affrontava in modo diverso.

Il resto, lo sappiamo già, non serve che vi raccontiamo la carriera di Valentino Rossi, preferiamo invitarvi, invece, a visitare, possibilmente in moto, il Comune di Tavullia, che oggi è diventano un vero e proprio tempio del motociclimo. Le gigantografie del pilota italiano sono appese ovunque, quindi non c’è da meravigliarsi se, passando tra le casette del paese vi pare di incontrarlo appeso ad un terrazo o sopra un tetto. I tabacchi e i negozi si sono riempiti di gadget e merchandise di ogni tipo: dalle t-shirt ai portachiavi, dai cappellini ai pupazzetti, dalle miniature ai polsini. A pochi passi dal centro, dall’Arco, si trova la sede ufficiale del Fan Club di Valentino Rossi, il rivenditore ufficiale VR46 Store, e il ristorante Da Rossi. Proprio in quest’ultimo è possibile gustare una pizza – fenomenale – sedendosi tra i caschi, le tute e i cimeli che il campione ha usato nella sua carriera. Ogni domenica di gara, ovviamente, il ristorante sintonizza la tv unicamente sul GP in corso, e pranzare (o cenare) guardando la MotoGP, in questo ristorante-museo, è di certo una delle 101 cose da fare, almeno una volta nella vita, per tutti gli appassionati di moto e di Rossi.

Ma non è tutto qui. C’è dell’altro. C’è che qualunque strada si scelga di intraprendere per raggiungere Tavullia, è piena di curve e attraversa un paesaggio meraviglioso, fatto di colline e campi agricoli, un toccasana per tutti coloro che le affrontano in motocicletta o anche in bici. Proprio come dicono i motociclisti, quello che conta non è dove vai, ma la strada che fai.

Hai dei percorsi in moto o bicicletta da segnalare o condividere? Hai fotografie del Comune di Tavullia o di qualche suo particolare? Inviacele con il tuo nome sulle nostre pagine Facebook, Twitter (usa l’hashtag #101cdf) o via email.

Fiumi di birra al nuovo birrodromo August

330 m2 di spillatori. Non so se mi spiego. Apre oggi pomeriggio alle 18:00 a Riccione il nuovo birrodromo August, proprio accanto alla gelateria Panna & Cioccolato. Noi di 101 cose da fare siamo andati a spiare il locale poche ore prima dell’inaugurazione ufficiale, e ci siamo subito accorti che non si tratta della solita birreria, ma presenta un concept originale che rivisita i classici metodi di spillatura e i soliti menù della cucina. Proprio la cucina è in piena vista, dagli chef ai lavapiatti sino, ovviamente, agli spillatori che mostrano come si prepara, si dosa e si versa la miglior birra italiana. Il birrodromo August vuole imporsi come un luogo di culto per gli appassionati delle bionde e delle rosse, delle bollicine e dei segreti del luppolo. Un luogo di divertimento, che prepara un lungo calendario di eventi per la stagione estiva. Un luogo di gusto, unico, e degno di meritarsi una visita di tutti noi, almeno una volta nella vita.

Molto particolare l’arredamento che unisce armoniosamente legno e acciaio, due materiali apparentemente lontani presenti assieme in numerosi oggetti usati da centinaia di anni, dai tavoli, realizzati con le botti di birra, al bancone di forte impatto visivo. Il tutto realizzato da Merli Arredamenti, grazie al gusto e all’attenzione ai particolari della giovane designer Danila Dominici.

Apettiamo commenti, recensioni e impressioni sul birrodromo August, scriveteci su Facebook, Twitter (#101cdf) o commentateci su queste pagine. 🙂

Gelati, frullati e “luvérie” al Panna & Cioccolato

Da Cattolica a Rimini, passando sia per la costa che per l’entroterra, si trovano centinaia di gelaterie, artigianali e non. E se aggiungiamo tutti i bar e i locali che vendono anche gelato, si può chiaramente dire che in Romagna, ogni cento metri si ha la possibilità di mangiare un gelato. Ma, c’è un ma, ovviamente. C’è una gelateria artigianale, a Riccione, che emerge tra il marasma di concorrenti. Trovarla è facilissimo: quando a Riccione vedete una coda di persone tutte in fila dall’ingresso sino a metà strada, ecco, allora siete arrivati al Panna & Cioccolato. Gelateria, goloseria, “luverìa” come dicono i romagnoli – deriva da “luvéria”, che in dialetto indica qualcosa di estremamente goloso – è diventata uno dei punti di riferimento anche per torte gelato, ghiaccioli, frullati e centrifughe. Ogni gusto è realizzato con frutta fresca di stagione e con ingredienti genuini, il miglior latte italiano e qualche segreto dei pasticceri di Panna & Cioccolato. I frullati e le centrifughe sono una vera bomba di gusto e vitamine, suddivisi per sapori e benefici, da quello influenzale – che cura raffredore e malanni meglio di qualsiasi antibiotico – a quello dolce e intenso che con mascarpone e cioccolato conquista il cuore dei più golosi. E poi i ghiaccioli e i cornetti artigianali, piccoli dolcetti e anche soluzioni incredibilmente originali e gustose per sostituire il classico pranzo con un ice cream lunch. Diventato in pochi anni un luogo di culto per i romagnoli e per i turisti, oggi si guadagna un posto speciale tra le 101 cose da fare a Rimini e dintorni, almeno una volta nella vita: gustare un gelato – o un frullato – al Panna & Cioccolato di Riccione.

Aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 22:00
Via Lungorio, 1 – Riccione (RN)

E voi ci siete mai stati? Raccontateci quali sono i vostri gusti preferiti e quelli da consigliare a chi non ci è ancora andato.

In foto: la normale coda di golosi davanti all’ingresso.

Mangiare una pizza…al Maxi Pizza.

Bisogna allontarsi di un chilometro, due al massimo, dalla costa, dal traffico e dalla confusione. Bisogna spostarsi tra San Giovanni e Cattolica, dove c’è abbastanza spazio e aria per respirare e sentire bene gli odori, e i sapori, in un posto in cui uno si può sedere e stare bene anche da solo. Ecco serve un posto così, per apprezzare la miglior pizza napoletana, quella che non ha segreti, e viene buona solo a chi rispetta con passione una tradizione che viene da lontano. Bisogna pensare ad una lenta lievitazione, olio di qualità e farina integrale macinata a pietra, mozzarella che proviene dai pascoli dell’Appennino Molisano e dal massiccio del Matese, e la bufala direttamente dalla Campania. E bisogna infine immaginare la mano, il tocco e il gusto di un artista che crea qualcosa di eccezionale.

In estate Diego e Mauro preparano anche i tavoli all’aperto, in ombra nel tardo pomeriggio e rinfrescati quando fa buio. Design interamente in legno, candele e l’atmosfera ideale per trascorrere una piacevole serata davanti ad una vera pizza napoletana, di quelle dal sapore sempre più raro, ricercato e invidiato. I più golosi trovano nel menù anche calzoni, panini farciti e tutto ciò che si può creare con l’impasto della pizza. E quando si è in molti, come da nome, Diego e Mauro preparano anche la vera Maxi Pizza, al metro, farcita con tutto quello che si ha voglia di aggiungerci. Con tutte cose buone, fresche e genuine, naturalmente.

Il Maxi Pizza è un ristorantino che non va a caccia di pubblicità e non si mette in vetrina nella bolgia dei concorrenti che soprattutto in estate sorgono in ogni spigolo della città. Lascia invece parlare ai clienti abituali, a quelli che quando hanno voglia di pizza vanno solamente lì, perché basta una volta, una soltanto, per sentire la differenza sotto i denti, sul palato e nell’anima. Basta un primo piccolissimo morso per rendersi conto che quella pizza ha qualcosa più di tutte le altre.

Assolutamente da provare almeno una volta nella vita, e state tranquilli che non sarà l’unica. Magari già da stasera, o questo week end, che anticipa qualche giorno di ferie (meritate) prima della riapertura estiva, completamente all’aperto, tra luci, colori, profumi e sapori.

La pizzeria Maxi Pizza si trova a San Giovanni in Marignano, proprio al confine con Cattolica (Cattolica alta, zona Torconca), in Piazza dei Navigatori 1/c.
Contatti:
tel. 0541 950755
web: maxipizzacattolica.blogspot.it
facebook page: www.facebook.com/maxipizza.cattolica

Fotografie di Fabio Borra.

Il primo maggio a Rimini e dintorni

Il 1° maggio avete fatto un sacco di cose, in questo post cerchiamo di incollare quello che ci avete scritto, ringraziandovi di cuore per le segnalazioni, i messaggi e i consigli.

Giulia ha trascorso un pomeriggio nell’entroterra, a Montegridolfo, a caccia di quel sole che sulla costa ha giocato a nascondino. La sera è andata con amici all’agriturismo Ripabottina e ci ha raccontato il fascino di questo posto: “non è solo questione di mangiare bene in un posto in mezzo alla natura, è più una questione di odori e profumi, e soprattutto sensazioni. C’è una pace difficile da descrivere nell’entroterra riminese, una pace fatta di colline, sentieri, ulivi. E poi, il tramonto visto dalla terrazza del Ripabottina, è tutta un’altra cosa”.

@paolucciweb ci ha raccontato quanto sia importante ritrovarsi con i vecchi amici e le rispettive famiglie, pranzare insieme e giocare all’aria aperta con i bambini, quasi un riprendersi il proprio tempo. “Ci siamo ritrovati, viste le previsioni non rassicuranti, a casa di amici, anzi meglio dire in giardino con un garage a supporto per mangiare e ripararsi. Complice un po’ di vino buono nostrano, la compagnia ed un mazzo di carte, il pomeriggio è passato tra risate, cazzeggio e battute”.

Riccardo invece dice “ho lavorato tutto il giorno, alla faccia della festa dei lavoratori, ma la sera, finito il turno, ho fatto una passeggiata con la mia ragazza alla festa dei fiori a Cattolica e poi siamo andati a guardare il tramonto al porto, e nei colori del cielo incerto ho trovato uno spiraglio di serenità”.

@hotel_negresco, Angelica, Davide e Filippo ci ricordano che la cosa più importante è lo stare bene, il posto giusto e la compagnia giusta sono solo due valori aggiunti; @andreacasadei, dice invece che la felicità dipende proprio dal posto e dalla compagnia, e in Romagna, il problema del posto non si pone mai.

Ringraziamo Marco Merli per la foto che ci ha inviato (già uplodata in testa alla home page) e @sarapaolucci, che questa mattina ha linkato una collezione di scatti su Pinterest che raccontano il 1° maggio nel mondo.