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L’alba vista dalla spiaggia di Cattolica

Riccardo Bertozzi ci segnala un articolo sul blog dell’Hotel Negresco in cui appaiono delle emozionanti fotografie scattate all’alba, a Cattolica, che raccontano più di mille altre parole la meraviglia di scoprire i colori del crepuscolo sul mare. Ringraziamo di cuore Christin Muhri per gli scatti e Riccardo per la segnalazione. E invitiamo tutti voi, fotografi e non, ad inviarci i vostri scatti, illustrazioni o qualsiasi cosa inerente all’alba vista dalle spiagge romagnole. Pubblicheremo le migliori rappresentazioni qui su 101cosedafare con il vostro nome e il link al vostro sito/blog.

Potete scriverci e inviarci il materiale via email, oppure contattandoci su Facebook e Twitter (con l’hashtag #101cdf).

Il mare, i pescatori e la felicità.

Nel post Cose di Mare vi avevamo chiesto di raccontarci in parole o immagini i significati del mare, con particolare riferimento alla costa riminese.

Il primo a scriverci è stato Ernesto: “Per me il mare é sinonimo di divertimento. Da piccolo con qualche amichetto ci si divertiva a scavare buche, fare castelli di sabbia, e raffinare le paraboliche della pista delle biglie. Poi quando avevi fame c’erano i bomboloni, le bombe, i canditi e tutte le altre leccornie dei venditori da spiaggia. Con l’adolescenza si aggiunsero i mega partitoni di Beach volley, i bagni assieme al mega gruppone di amici, e le serate in spiaggia, i giri per Viale Ceccarini con la tipa che ti piaceva. Con gli anni il divertimento si é industrializzato, e anche la spiaggia é cambiata. È esploso il Marano a Riccione. Prima il Territorio Match Music con i suoi concerti e gli altri eventi. Poi negli ultimi anni sono nati tanti locali sulla spiaggia, modello Milano Marittima, e il Marano é diventato un mega ritrovo sulla sabbia e all’aperto, riscoprendo un divertimento più naturale rispetto alla discoteca classica, con l’effetto collaterale di creare un pò di traffico e di casino in questa zona. Passano gli anni ma per me il mare é e rimarrà sempre sinonimo di divertimento.”

Mauro ci racconta invece che se dovesse scegliere un oggetto, e uno soltanto, per descrivere la bellezza della Riviera di Rimini, del mare che bagna tutta la costa che va da Cattolica a Bellaria Igea Marina, sceglierebbe una scultura: la Sposa del Marinaio di Umberto Corsucci. “Per il suo fascino, per la posizione in si colloca (sulla punta più estrema del porto di Rimini) e per i mille significati che evoca, quest’opera è davvero qualcosa di incredibile”. Mauro è un appassionato ciclista, e quando percorre la costa romagnola si concede sempre qualche minuto di relax ai piedi della Sposa. A proposito di quest’opera, @davidebertozzi ha deciso di andare a farle qualche scatto e di chiedere ai pescatori di Rimini cosa pensassero dell’opera, e uno di questi, detto “Bafét” dice “è una cosa immensa, raccoglie la storia e la tradizione dell’arte marinaresca romagnola; sembra stia li ad aspettare, o chiamare i pescherecci”.

Il mare è quello che raccontano i libri, ed è sempre lo stesso, sia che si parli dell’Oceano Pacifico che dell’Adriatico, racconta invece Marco; quello che cambia, continua, sono i pesci che ci nuotano dentro e il dialetto dei marinai.

Massimiliano invece si affida alle fotografie, con uno scatto del porto di Cattolica innevato ed un particolare tra due pescherecci. Le sue foto ricollegano il mare ai pescatori, a quelle persone con lo vivono con il vento nei polmoni e la salsedine tra le mani.

I significati del Mare Adriatico, almeno nel riminese, si collegano quindi al divertimento, al relax, all’attendere un qualcosa che ha a che fare con lo stare bene e con il raccontare le storie dei marinai.

A questo post hanno contribuito Ernesto Bruscia, Mauro Piemonti, Davide Bertozzi, Marco e Massimiliano Amadori. Ricordiamo che ogni lettore può partecipare attivamente alla stesura dei nuovi post con commenti, opinioni, idee, proposte, immagini e fotografie. Come sempre è possibile contattarci via email, Facebook e Twitter (con l’hashtag #101cdf).

Cose di mare

Una delle particolarità della Riviera di Rimini è che ogni tassello della sua storia, ogni strada, ogni piazza, abitazione e soprattutto ogni persona, si porta addosso qualcosa che ha a che fare con il mare. Qualcosa che ha a che fare con il profumo, una percezione, come un’aura. O qualcosa del genere.

Le città della costa diventano parte stessa del mare, e i cittadini ne assorbono l’essenza per liberarla in fotografia, pittura, poesia, scultura e benessere.

In estate e primavera, al mattino, si scoprono tantissimi fotografi che cercano la migliore posizione per afferrare i colori dell’alba, in inverno alcuni vanno a caccia della neve sulla spiaggia, altri ancora si siedono sul molo e abbozzano idee e pensieri sulle proprie Moleskine. C’è anche chi prepara tavolozza e colori sulla sabbia per interpretare le maree – proprio come nel famoso romanzo Oceano Mare. C’è chi semplicemente passeggia sulla riva per liberare la mente e sentirsi meglio, perché il mare rafforza lo spirito, o almeno così raccontano i pescatori. E c’è chi si nasconde tra gli scogli con gli occhi puntati sul galleggiante che, ogni tanto, si muove.

Ognuno interpreta il mare a modo suo. Ognuno se lo porta dentro in forme, colori e dimensioni differenti. Fellini racconta di un mare immenso, Samuele Bersani ne scrive canzoni, le mamme e le nonne se lo portano in cucina, i nonni lo imprigionano fra i ricordi di tutta una vita.

Raccontateci qualcosa sul vostro mare, sul modo unico in cui ve lo portate addosso, raccontateci se anche a voi capita di incantarvi davanti alle onde dell’Adriatico, e se ci sono cose da fare, da vedere e da condividere, almeno una volta nella vita. Potete inviarci fotografie, disegni, storie e racconti.

Come sempre, potete commentare questo post, scriveteci via e-mail o sui nostri profili Facebook e Twitter (non dimenticatevi l’hastag #101cdf).

Entro pochi giorni pubblicheremo le vostre storie e il vostro materiale.

Foto di Marco Morosini, designer.

Partecipare alla Karatella Race

Karatella Race è uno degli eventi più “sboroni” di tutta la Provincia di Rimini, macché, di tutta Italia! Bisogna immaginare le discese del Comune di Coriano, che tagliano di netto una vallata e diventano il terreno da gioco, e di gara, di tutti i piloti delle caratelle. Ma quelle di Coriano non sono semplici caratella, ma piuttosto dei veri bolidi senza motore. La prima edizione risale al 2009, ripetendosi una volta all’anno con successo sempre maggiore, con un boom incredibile nel 2011, in cui partecipano anche alcune star della MotoGP. Una giuria competente (sappiate che i giudici sono tutti romagnoli DOC) si prende la briga di assegnare il premio originalità al bolide dal design più divertente, bello, esagerato, insomma, la parola giusta è ancora una volta “sborone”. Ma non pensiate che sia solo una gara di look, perché è pur sempre una gara, e chi partecipa vuole essere anche il più veloce in “pista”. L’edizione 2012 si tiene il 23 settembre, subito dopo il MotoGP di San Marino; le iscrizioni sono già aperte, quindi, affrettatevi!